Avere ben chiari i principi della dinamica  è fondamentale per fare ortodonzia.    Ad ogni forza se ne crea una uguale e contraria.  

Tanto più il sistema è semplice è tanto è più facile immaginare il vettore di forza e l’intensità.

Ho inserito questo caso perché può fornire qualche spunto di riflessione.

E’ l’elasticità dei fili NiTi a dare una coppia di forze sugli attacchi e quindi anche ai denti.   Spesso per meglio valutare il vettore di forza tolgo il filo dal alcuni slot ed osservo il ritorno elastico del filo.  

Se voglio far scendere un canino devo valutare effetti intrusivi sui denti attigui.   

Nella foto 1 si può vedere come avevo cercato di imprimere una rotazione e un’estrusione del 13.  La forza uguale e contraria che si realizza non è sempre così intuitiva come si può immaginare.

FOTO 2 Inaspettatamente riscontro un effetto estrusivo del gruppo frontale.

Questa immagine mostra qualcosa di molto particolare.   Il filo fuori dai brackets (ma ben saldo sul 13) mostra chiaramente un effetto estrusivo del gruppo frontale !! (Foto 2)

Intuitivamente sarebbe corretto immaginare che per far estrudere un 13 ci sia un effetto intrusivo su 14 e 12 (come già descritto nel caso “Terzo principio della dinamica”) ma non è sempre così.   Questo caso dimostra come in caso di situazioni particolari è preferibile far uscire il filo dallo slot per meglio verificare l’intensità della forza e soprattutto la direzione del vettore.

Proprio per evitare questi effetti estrusivi ho deciso di  far passare il filo sopra il bracket 12 e quindi avere una rotazione ed estrusione del 13 senza avere effetti indesiderati sul gruppo frontale.  Modificando di pochissimo il filo si è invertita la direzione della forza sul gruppo frontale. Foto 3  

Foto 3: solo effetto di estrusione del 13

In ultima analisi una forza leggera sul canino porterà quest’ultimo in arcata rapidamente però durante questo periodo ci sarà una forza uguale e contraria intrusiva distribuita su tutti i denti ma troppo leggera per avere effetti clinici.

C’è sempre un attrito di primo distacco che è alla base dell’ortodonzia.   Ovvero se l’intensità della forza è troppo leggera non ci saranno effetti.  Se a molti denti viene distribuita una forza c’è la possibilità che essi non si muovano mentre la forza uguale e contraria riesce a far scendere un canino.   I denti difficilmente intrudono e facilmente estrudono quindi è facile portare un canino in arcata perché è un dente che deve estrudere contro un numero importanti di denti che subiranno forse intrusive. Proprio in virtù del teeth drifing theory tutti i denti saranno sottoposti a vettori di forza.  I denti più prossimi al canino avranno forze maggiori rispetto ad altri denti.  Gli attacchi autoleganti hanno il vantaggio dissipare o distribuire tali forze su tutta l’arcata.   

Questo caso clinico non affronta 3 fenomeni che sono il binding , notching e friction (attrito tra filo e slot e legatura) perché verranno trattati in un altro case study.

Buon lavoro

Pier Francesco  Amoroso